Ultime Haine e il nuovo video per il singolo "Santamaria" || INTERVISTA

Jacopo Ortica
07/06/2022
Attualità
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Esce oggi il video di SANTAMARIA, ultimo singolo dei ULTIMA HAINE, scritto ed arrangiato insieme ad Ale Bavo, uscito il 22 aprile per Prisoner Records e distribuito da The Orchard. Con questo brano il giovanissimo progetto rapcore napoletano si presenta nella scena, rinfrescando un genere che soprattuto nel capoluogo campano ha da sempre trovato sfogo e contaminazioni. Il titolo allude alla Santa protettrice di Quarto, il paese della provincia di Napoli da cui quasi tutti i membri provengono. Il brano, infatti, parla di periferia, esclusione, marginalità e del sentirsi diversi da chi nasce e vive al centro della città. Nel brano traspare l’alienazione del vivere in un territorio che, se da un lato rappresenta le proprie radici a cui non si può che essere profondamente legati, dall’altro è una sorta di marchio che è difficile togliersi di dosso

Amaraldo, Abi, Mod e Malik sono i nomi dei quattro protagonisti del video, originari rispettivamente di Albania, Angola, Thailandia e Palestina. I loro volti e i loro passati sembrano gridare che le periferie del mondo sono tutte uguali e tutte diverse allo stesso tempo, e l'unico modo per sopravvivere è coltivare relazioni fatte di solidarietà, senza lasciare nessuno spazio a chi vorrebbe metterci gli uni contro gli altri.

"Era forse questo l'unico modo possibile di donare una forma video al brano SANTAMARIA, in contrasto con l'immaginario da cartolina turistica o paradiso del crimine pret-a-porter che sembrano essere gli unici due tipi di narrazione relativi alla città di Napoli, a suo modo periferia di una nazione, ed al suo hinterland. Il video è stato girato tra le strade di Genova, ma potrebbe essere stato girato a Gaza come a Tunisi, a Città del Messico oppure nella Banlieue francese, perché la periferia è un concetto ed uno stato d’animo che va al di là di una questione puramente geografica." Ultima Haine 

https://www.youtube.com/watch?v=SwN3x2GpPbI

  1. Che aria si respira nelle periferie di Napoli nel 2022? 

    Beh sicuramente da un lato l'aria è pesante, gli strascichi economici, sociali e psicologici della pandemia affliggono ancora gran parte di chi abita qui, ma questo pensiamo succeda un po' ovunque. Il bisogno di spazi per potersi esprimere si è fatto ancora più pressante, dopo quasi due anni di restrizioni e limitazioni c'è voglia di vivere ma anche timore. Da queste parti già prima c’era ben poco, e lo Stato è sempre stato assente. Adesso invece c’è proprio il deserto. Ma c’è comunque una gran voglia di fare ed un bisogno di esprimersi enorme. I nostri ultimi brani nascono anche da questo sentimento.
     
  2. Che cos’hanno in comune Napoli e Genova, dove avete girato il vostro ultimo video? 

    Alcune somiglianze tra Napoli e Genova sono evidentissime, in primis la natura di città portuali che le rende entrambe crocevia di idee e culture diverse tra loro. Un altro aspetto in comune è sicuramente l'attaccamento alle proprie radici, che si può vedere con chiarezza anche nell'affetto e nella passione che le tifoserie delle due città hanno per le rispettive squadre di calcio, che non a caso per un lungo periodo sono state gemellate. Inoltre il nostro manager, Michele Bitossi, è genovese e con lui c’è stato subito un feeling ed un modo di vedere le cose molto simile, non a caso. Poi entrambe le città hanno avuto una scuola cantautoriale, e di musica in generale, molto importante. Insomma, i punti in comune sono tanti, e siamo sicuri ce ne siano altri che non vediamo l'ora di scoprire, magari suonandoci dal vivo.
     
  3. Com’è stato suonare dal vivo con Pierpaolo Capovilla? Siete ancora in contatto? 

    Salire sul palco con Pierpaolo Capovilla è stato semplicemente assurdo, abbiamo suonato insieme un nostro brano inedito su cui avevamo lavorato insieme nei giorni precedenti, al Reset Festival di Torino. Pierpaolo è un musicista di grande esperienza, vederlo suonare il basso e cantare al nostro fianco è stato elettrizzante a dir poco. E’ stato anche molto formativo, e per questo gli saremo sempre grati. Inoltre lui è una persona eccezionale, una delle poche voci della musica italiana che ha ancora il coraggio di schierarsi, e condividiamo le sue stesse battaglie. Siamo rimasti in ottimi rapporti e a breve succederà qualcosa che non possiamo ancora svelare. Seguiteci perché non ve ne pentirete!
     
  4. Napoli è ancora una città accogliente per fare musica? 

    Sicuramente accogliente lo è. Però al momento a Napoli c’è una scena musicale ben precisa in cui non ci rispecchiamo alla grande. Le possibilità di suonare ci sono, infatti soprattutto prima del Covid abbiamo avuto modo di esibirci in decine e decine di eventi, condividendo il palco anche con artisti importanti come ‘O Zulù dei 99 Posse o Franco Ricciardi. Ma spesso ci siamo sentiti più a casa in città come Roma o Torino. Questo ovviamente senza nulla togliere a Napoli, che resta sempre casa nostra ed influenza costantemente il nostro modo di essere e di fare musica. E ne siamo orgogliosi.
     
  5. Vi ricordate qualche suggestione che deriva dalla colonna sonora del film “La Haine”? 
     

    La prima che salta alla mente è sicuramente la scena dove si vede DJ Cut Killer scratchare su un remix-mashup di "Sound Of Da Police" di KRS-One, "Rien de Rien"

    di Edith Piaf e "Nique la police" degli NTM, mentre la telecamera sposta lo sguardo dal dj verso i palazzi e la gente della banlieue circostante. Il film ci ha sicuramente segnato, anche con le sue immagini crude eppure pregne di una bellezza agrodolce che per noi sa inequivocabilmente di casa. Anche la scena iniziale degli scontri con la polizia e “Burnin’ and Lootin’” di Bob Marley in sottofondo è un vero cult, e ci è rimasta impressa per il modo in cui mischia emozioni e stati d’animo così diversi ma che anche noi abbiamo provato e possiamo capire benissimo.

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